Sustainable development

CIT: We may start with the following formulation: There is sustainable development if, and only if, it meets the vital needs of the present-day human population without compromising the ability of future generations to meet their own vital needs. (Arne Naess)

Own & personal analysis will follow.

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Obersaxen (CH) _ 13/09/14

IMG_1019Ad un anno di distanza, la visita ai boschi di Obersaxen (CH – Canton Grigioni) è sempre motivo di emozioni e contemplazione.

Dentro al boscoOsservare la natura è attività assai interessante, specie se si procede, come insegnato, prima dal globale e poi, man mano avvicinandosi al particolare.

Si scoprono così delle connessioni tra l’uno e il tutto formidabili, sorprendenti.

Si tratta di attuare così il piccolo grande esercizio che chiamo di “fenomenologia ecologica”; il grande bosco, il suo respiro, i colori intensi da una parte e delicati dall’altra, le sue continue interazioni tra flora e fauna (molto più nascosta agli occhi dell’ignaro visitatore). La vista, proprio come accade quando ci immergiamo in una stanza buia, gradatamente deve abituarsi alle nuove stimolazioni sensoriali. Stessa cosa accade al senso dell’udito (l’abituazione coinvolge di per sè tutti i sensi): la differenza tra il rumore della macchina che ci porta ai margini del parco, e il silenzio chiassoso, rumoroso, sonoro, della natura è estremamente differente.

Se ben ci pensiamo siamo noi, proprio noi,  e non l’ambiente attorno, che ci abituiamo alle sollecitazioni sensorie che incontriamo. Questo vale certamente in ogni ambiente ma, quale poi sarà il motivo che ci porta, lungo un sentiero, a sentire il bisogno di ridurre il volume della nostra voce, a rimanere in silenzio e a voler “sentire” quello che la Natura vuole comunicarci?

E così, dall’uno al tutto e dal tutto all’uno, un movimento percettivo simile al nostro respiro, fatto di alternanze, di pause, di crescendi, diminuendi; come in musica dopotutto. Dobbiamo riuscire ad esercitare il nostro organismo, soprattutto quello interiore, a percepire questo respiro, rielaborarlo, farlo venire a galla e così permettere al semplice percetto di diventare,

emozione

Fuori dal bosco

 

Memento mori.

“Neurolandia” Eugenio Benetazzo – 2012 – Milano – Chiarelettere

“E nel frattempo l’esecutivo dei cattedratici (M.Monti ndr) si trastulla con l’articolo 18 e le cosiddette regole del mercato del lavoro. A costoro vorrei spiegare qui che il problema vero, in italia, è quello di crearo occupazione” p.81

“…si staglia netto il rischio di un’ulteriore contrazione occupazionale, per cui al momento attuale appaiono davvero molto incerte le capacità dell’Europa (e dell’Italia) di produrre nuovi posti di lavoro attraverso la cosiddetta politica di austerità” p.82

Queste poche righe si leggevano 2 anni fa. Altro da aggiungere?

V@rese L@ke_cosa dovrebbe e cosa NON dovrebbe essere

Riporto un articolo che che ho letto a riguardo della situazione di pericolosa eutrofizzazione nella quale versa il Lago di Varese.

http://www3.varesenews.it/varese/lago-le-analisi-del-cnr-sotto-accusa-l-alga-lyngbya-295750.html

Adesso invece riporto un altro articolo, inglese…

http://www.huffingtonpost.com/ben-klasky/schools-back-in-session-m_b_5796788.html?utm_hp_ref=tw

Troppo semplicistico fare qualsiasi paragone, certo la riflessione dovrebbe spingere ognuno di noi a riflettere su alcune considerazioni:
– il futuro dei nostri figli dipende anche da come gli adulti di oggi gestiscono il presente e i beni a loro affidati

– non si deve mai prescindere dalla necessità di creare, a livello sociale, delle reti di interesse attorno ai tesori naturali che ci circondano.

– L’interesse è la base per ogni attività di azione sociale.

– Pedagogia nella natura: in Italia ancor troppo poco sviluppata, complice l’eccessivo freno burocratico e una concezione dell’istruzione poco creativa.

– Azione politica, base per un buon operare nel bene comune. Inutile investire sulla propaganda e su aspetti solo comsumistici, è necessario fare politica per l’uomo a favore dell’uomo. E così di conseguenza anche la natura ne può beneficiare.

dEfficienza Energetica. Il suddito UE e il sovrano RUSSIA

13esimo anniversario dell’attentato alle Twin Towers, oggi. Un unico grido dovrebbe levarsi da Nord a Sud, da Est a Ovest:

PACE E RISPETTO PER L’ALTRO

Cambiamo fronte politico ma il problema sul tappeto è il medesimo. Proprio oggi, l’UE ha deciso un nuovo piano di sanzioni contro la Russia, per le ragioni che ben tutti conosciamo.

La risposta russa a queste iniziative a mio parere doverose non era venuta a mancare già giorni fa (diminuzione dei flussi di gas verso alcune nazioni, tra le quali la Polonia); rimane da attendere cosa si inventerà questa volta Putin e il suo entourage.  Per chiarirsi le idee conviene quindi leggersi un articolo comparso oggi su Il Sole 24 Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-11/la-ue-approva-nuove-sanzioni-russia-colpiti-giganti-petrolio-134918.shtml?uuid=ABznQlsB

Continuo a sostenere che, se una delle motivazioni statisticamente più rilevanti all’insorgere di una guerra sia da annoverarsi alla necessità di controllare la disponibilità e la fornitura di “energia”, la soluzione incontrovertibile è fare in modo che quante più persone possibili abbiano la possibilità di svincolarsi da questa potenziale minaccia, che invece che diminuire sta invece aumentando sempre più.

Vincere il potenziale di ricatto di nazioni come Russia, IRAQ, è possibile solo svalutando il valore dell’importanza del ricatto stesso: l’energia. Chiaro, questo non può accadere solamente chiudendo un rubinetto ed aprendone un’altro, ma attraverso una politica energetica basata sull’autonomia e su un’energia disponibile per tutti; quella pulita.

Marketing, Psicologia e TechnoSchiavitù

Ho appena letto su Sole 24 un interessante articolo riguardante il lancio degli ultimi prodotti Apple, avvenuto proprio ieri.

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-09-10/le-scommesse-apple-153503.shtml?uuid=ABiZoNsB

Riporto un piccolo stralcio dell’articolo che mi ha lasciato a bocca aperta per la chiarezza del messaggio che vuole veicolare Apple.

“Jony Ive crede nel design come “svelamento” di una forma che quando è sotto gli occhi di tutti dimostra di essere l’unica possibile. Ma che prima era inattesa e imprevedibile. “.

Non ho tutt’ora parole per pensare a quanto il concetto di Marketing sia così limpido e lucente con le parole di questo guru (perchè tale è, nell’ambito dell’innovazione). E così consumista!!!!

Che dire, a questo punto nessuno potrà più uscire di casa per la sua corsetta quotidiana senza prima aver indossato il suo iWatch!Fondamentale sarà fare un controllo, tramite il proprio preziosissimo orologio, del battito cardiaco, della pressione del sangue, della situazione atmosferica esterna; e poi pianificare i km da percorrere, la velocità, le calorie…. Diciamo così, una sorta di controllo preventivo, e on line delle condizione psicofisiche proprie e delle condizioni esterne. Siamo messi proprio male.

Ricordo che anni fa, prima di fare un lungo viaggio mio papà, prima di portarci in vacanza portava la macchina dal meccanico per un controllo preventivo. Non perchè avesse problemi, ma solamente per il fatto che questo controllo dava una certa sicurezza in più. Mio papà non era meccanico e quindi preferiva “delegare” ad altri una attività che senza dubbio, se ben fatta, avrebbe portato a scongiurare l’insorgere di potenziali problemi durante il viaggio. Far fare ad altri quello che non puoi far tu.

Purtroppo il paragone però non regge, e il motivo è proprio nella frase citata di Jony Ive.

Qui non si tratta, con questi aggeggi tecnologici bellissimi ed accattivanti, di far fare a loro un controllo che altrimenti non saremmo in grado di fare. In questo caso stiamo decisamente delegando alla tecnologia un compito che senza alcun dubbio potremmo fare piuttosto bene anche noi. Credo che, ognuno di noi sappia bene ancora esser in grado di ascoltarsi e decidere se questo tardo pomeriggio sarà in grado di fare una corsetta oppure se sarà meglio rimandare a domani la fatica. Gli esempi non finiscono qui.

Ma ci pensiamo cosa significa svegliarsi la mattina e, invece che aprire le finestre e controllare le condizioni meteo….accendere il proprio telefono e controllarle grazie all’ultima app del momento?

Certo, (altro esempio) ora va di moda fare gli auguri di compleanno a tutti gli amici di Facebook, come se a tutti loro interessasse riceverli. Ma non sarebbe invece più sincero provare a ricordarsi la data dei nostri, veri, e vicini (almeno nel cuore) amici? In questo caso stiamo delegando ad un sistema la necessità di ricordarci una data che diversamente non ci ricorderemmo (e per la quale non ci sentiremmo nemmeno tanto in colpa).

Che sia questa una forma di schiavitù?